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Genitori, figli e scuola…Capitolo finale o iniziale?

Se pensi a un mondo ideale, se provi ad immaginare adesso il mondo in cui vorresti far vivere tuo figlio, cosa ti viene in mente? Quando ci penso, immagino tante persone che si sorridono e che si rispettano reciprocamente. Gli anziani, gli adulti, i giovani, gli adolescenti e i bambini che si comprendono e riescono a comunicare fra di loro senza alcuna forma di violenza. Un mondo in cui le persone sono in pace con se stesse e con gli altri. Una realtà in cui tutte le persone vanno nella stessa direzione, aiutandosi e sostenendosi l’un l’altro. Lo scopo di questa società ideale è l’evoluzione e non la competizione. Come ti sentiresti se il tuo lavoro, la tua attività fosse parte di un sistema che come scopo ha il benessere e l’evoluzione di tutti? Come si sentirebbero i nostri figli al lunedì mattina se dovessero andare in un ambiente in cui imparano e apprendono lezioni di vita, senza sentirsi giudicati e valutati? Qualcuno un giorno ha detto che qualsiasi cosa pensata può diventare realtà e che più persone concentrate sullo stesso pensiero contribuiscono a rendere reale quel pensiero. Credo che possiamo pensare e desiderare che la vita sia qualcosa in più che una serie infinita di doveri, di obblighi, di gabelle e di punizioni. Mio figlio Luca ha compiuto da poco 15 anni e frequenta la seconda classe di liceo linguistico e come tutti i suoi compagni ha frequentato in precedenza la scuola elementare e si è accomodato per tre anni fra i banchi delle scuole medie. Mi piace osservarlo e parlarci insieme durante le nostre cenette al ristorante cinese o mentre ci muoviamo in auto. La cosa più impegnativa per me è quello di capire cosa desidera, al di là dell’ultimo gioco della playstation e cosa sogna. Ha invece molto chiari i doveri. Il fatto che ogni giorno DEVE andare a scuola, che DEVE ascoltare delle lezioni perlopiù condotte da persone di buona volontà con poche abilità comunicative e motivazionali, che DEVE fare i compiti e prepararsi per l’interrogazione o il compito in classe di turno. Se potesse scegliere farebbe altro, come farebbero altro la maggior parte dei suoi compagni e anche di molti adulti di mia conoscenza. Si, perché i bambini crescono, diventano ragazzi, adolescenti e poi adulti e in molti casi poi DEVONO andare a lavorare, perché DEVONO guadagnare i soldi necessari per i costi sempre più alti per vivere. I banchi di scuola si sono sostituiti in banchi di lavoro o in scrivanie e l’essenza sembra sempre la stessa. Anche la maggior parte degli adulti se potesse scegliere farebbe altro.


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Hai anche tu difficoltà nel capire quali sono gli obiettivi di tuo figlio? Sai che è la stessa difficoltà che ho trovato nei migliaia di incontri di personal coaching fatti negli ultimi anni con adulti di ogni categoria? La maggior parte delle persone non ha sogni/obiettivi o ha dimenticato di averne. Che fine hanno fatto i nostri sogni e quelli dei nostri figli? Subito dopo essere entrati nel meccanismo rappresentato, prima dal sistema scolastico e in seguito da quello lavorativo, la maggior parte di noi ha lentamente dimenticato i sogni, i desideri, sostituendoli con una lista di doveri e incombenze. Al posto di quella Gioia e serenità rappresentata dai desideri, sorge la frustrazione, la rabbia e in qualche caso il senso di impotenza rappresentato dai doveri, dai compiti da eseguire o dall’appartenenza di desideri di altri, essendone solo una pedina. Non possiamo cambiare il sistema partendo dall’alto. Dai governi, dalla scuola, dalle religione o dalle multinazionali.

Possiamo cambiare da subito il nostro atteggiamento e aiutare le persone più vicine a noi ad essere serene, a realizzare i propri desideri e a essere felici, per generare in seguito scuole, governi e nuclei di potere con altre finalità.

Il mio libro e il progetto Genitori Coach hanno questo scopo.

E’ la strada meno comoda e apparentemente più impegnativa.
E sono certo che non è per tutti! Solo chi sogna un mondo migliore per i propri figli è fondamentale che inizi adesso a migliorare il proprio atteggiamento come Genitore. Preso atto che il sistema scolastico che dovrebbe occuparsi della crescita e dell’evoluzione dei nostri figli invece insegna delle nozioni e indirettamente a non credere in se stessi, nei sogni, nell’individualità e a non fidarsi, arrivati a questo punto puoi scegliere cosa fare. La prima strada è quella più praticata, quella di lamentarsi, di cercare colpevoli e rimanere delusi di aspettative tradite. La seconda è quella di illudersi di fare qualcosa di concreto occupandosi di politica, di creare associazioni di vittime, di lottare e, senza rendersene conto di legittimare ancora di più lo stesso sistema contro cui si lotta.

Qualcuno mi ha insegnato che fino a quando non abbiamo almeno la terza possibilità non siamo veramente liberi e che nella maggior parte dei casi siamo effetto di una manipolazione. Scegliere fra questo o quello, fra bianco o nero, fra destra o sinistra non è una vera scelta. Solo dopo la terza opzione incominciamo una reale possibilità di scelta.

La terza opzione è quella di migliorare noi stessi, per essere prima di tutto genitori migliori che generano figli più sereni e più pronti e preparati. Nessuno è in grado di dirci con certezza come sarà il mondo fra cinque anni. Nessuno! Qualsiasi cosa accada, positiva o negativa è fondamentale che ci veda pronti ad affrontarla. Per limitare i danni o per cogliere al meglio l’opportunità. Se leggendo questo articolo ti sei sentito offeso mi dispiace, se pensi che siano sciocchezze poco male tanto la tua vita e quella di tuo figlio rimarranno identiche come prima di leggerlo, se invece pensi che un mondo migliore sia possibile inizia a diventare parte di quel mondo e se ti piace l’energia continua a frequentare il sito www.genitoricoach.it , la pagina facebook e a leggere e rileggere il libro. Se infine vuoi fare la differenza anche nella vita di altri genitori e di altri figli, aiutami condividendo questo articolo, invitando i tuoi amici su facebook e magari a consigliare e a regalare il libro per Natale. Grazie per aver letto questo articolo!

Un abbraccio e un sorriso.

Stefano Denna

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