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La lentezza patologica

Dopo aver letto questa storia veramente straordinaria, mi sono commosso e sentito ancora più motivato a mettere ancora più intensità in quello che faccio.

Giampiera, un brillante avvocato, si iscrive al Fly per migliorare i risultati in ambito lavorativo e ottiene qualcosa che non era previsto per suo figlio Pietro.

La cosa pazzesca è verificare l’impreparazione e l’approssimazione generale della maggior parte di coloro che hanno il compito di insegnare ai nostri figli. E per quanto riguarda il sottoscritto rendermi conto di quanto possiamo migliorare la qualità della nostra vita e quella dei nostri figli, con veramente molto poco.

Ecco la storia di Giampiera:

“Mi piace la mia professione, ma quello che ho fatto e quello che sto facendo non basta… sono consapevole di avere una discreta capacità di comunicare con i clienti, colleghi, magistrati….

Ma non basta…

Ho costruito, finalmente, un team lavorativo giovane, motivato e appassionato, ma molte volte loro sono “capaci” di pianificare e segnare le strategie, mentre io creo confusamente idee mai realizzate.
Ho letto libri, ho guardato video, mi sono iscritta a corsi motivazionali…. ma ho raggiunto risultati appena soddisfacenti (ma so che posso arrivare più in alto. E voglio arrivarci. Sky is the limit”).

Manca ancora qualcosa (in realtà manca ancora tanto, ma io non lo sapevo), per quello che dopo aver partecipato ad una serata organizzata da HRD mi sono detta: Ecco questo è quello di cui ho bisogno per migliorare la mia professione.

Così mi sono iscritta con convinzione ed entusiasmo al Fly di Bologna.

Nel frattempo, però, non mi accorgevo che mio figlio di 10 anni stava sprofondando.

Sono orgogliosa di crescere Pietro da sola. Suo padre è tornato nel suo piccolo paese sulle colline toscane quando il bambino aveva appena 2 anni e si ricorda di lui solo occasionalmente.
Ma tutto andava per il verso giusto, o almeno credevo…..

Nell’ ottobre 2013 vengo convocata dalle maestre, le quali mi comunicano che il bambino soffre, a loro dire, di una “ lentezza patologica”( in pratica non riusciva a finire i compiti e le verifiche nei tempi da loro prestabiliti), ha dei blocchi emozionali che gli impediscono di esprimersi correttamente.

Mi propongono quindi di inserirlo in una lista per bambini con D.S.A “disturbi specifici di apprendimento” (proposta alla quale mi oppongo decisamente), poi mi “tranquillizzano” dicendomi che, per fortuna, ci sono loro altrimenti il bambino chissà che fine avrebbe fatto..
Io rimango stordita e sbigottita….Pietro ha iniziato a studiare inglese, con ottimi risultati a 3 anni, durante le prime 3 classi delle scuole primarie non ha mai avuto problemi di rendimento, solo in 4 elementare si accorgono che è dislessico??????

Da quel momento è un susseguirsi di eventi, con un crescendo, quasi, wagneriano:

ho trascorso ore dalla psicologa indicata dalle maestre (senza alcun risultato)
ho trascorso ore a fare i compiti, mentre lui ripeteva non ce la farò mai…
ho trascorso notti insonni a ripetermi: non ce la farà mai!!

Poi è arrivato il bullismo: il bambino era lo zimbello di tutti, sul pulman che lo portava a scuola, in classe, durante gli allenamenti di calcio. Pietro mi implorava “da grande vorrei SOLO essere normale”.

Poi, arriva la prima serata del Fly

Comunicazione efficace: mentre ascolto, improvvisamente mi torna in mente mio figlio: Accidenti.. Lui è cinestesico! Devo comunicare diversamente! Non devo urlare, minacciarlo, sbraitare! Devo cambiare il mio modo di parlare e relazionarmi con lui. E così è stato.

Serata successiva: Stefano Denna parla di “ credenza limitante” inizialmente non capivo, ma poi tutto si è fatto più chiaro….il pensiero torna a mio figlio: io stessa, le maestre, la psicologa non crediamo in lui, nelle sue capacità; come poteva un bambino di 10 anni accrescere la sua autostima?

Durante la serata di Dania, sul linguaggio del corpo, ho imparato a leggere ed interpretare ogni suo disagio (quando studiava continuava a grattarsi in testa) ne ho parlato con lei e mi ha dato utili consigli.

Era il momento di mettersi all’opera, ma come iniziare?

Sono entrata nella sua camera mentre giocava alla Ps3 ( seguendo l’esempio di Stefano Denna con il figlio e il Wrestling) e gli ho chiesto di spiegarmi il gioco….

Questo è stato l’inizio…

Giampiera-Pasquali_resizedHo comprato un calendario e tutte le sere, io e Pietro, scriviamo in rosso la cosa più bella che ci è capitata durante la giornata, e ad oggi il nostro calendario luccica di un rosso scarlatto: ogni giorno, se ci pensi, succede sempre qualcosa che val la pena di ricordare.

Al Fly ho imparato che “Per imparare bisogna divertirsi”:
Abbiamo smesso di studiare le materie sui libri scolastici, ma abbiamo iniziato a fare delle ricerche su google, risultato? Apprende più velocemente e si diverte e conosce molti più particolari della materia rispetto ai compagni che si limitano a studiare la lezione sul libro.
Abbiamo fatto insieme le gare di tabelline, analisi grammaticali.
Abbiamo ballato mentre ripetevamo a memoria il verbo congiuntivo.
Ogni volta che facciamo i compiti è una festa, un modo diverso per stare insieme.

L’ho visto carico! E’ carico! Sicuro di sé e i risultati sono finalmente arrivati, ora i tempi per le verifiche vengono rispettati, nelle interrogazioni è un fiume in piena…..
Anche le sue relazioni personali sono cambiate….non subisce più l’arroganza degli altri bambini, ma sia durante le partite di calcio che durante le atre attività ludiche riesce a dimostrare quello che sa fare e quanto vale!

Infine, è arrivato anche il giorno dei colloqui scolastici

( per la cronaca il 14.04) le maestre mi hanno riferito di un bambino diverso, sicuro di sé e con una intelligenza e una preparazione scolastica al di sopra della norma e mi hanno chiesto cosa era successo.

Io ho sorriso……..

Giampiera Pasquali”

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