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La scuola: uno dei fondamenti dell’evoluzione dei nostri figli

La scuola è senza dubbio uno dei fondamenti della crescita e dell’evoluzione dei nostri figli.

Uno spazio temporale minimo di una quindicina d’anni in cui i nostri figli hanno modo di acquisire nozioni e competenze utili alla loro vita.
A trasmettere queste competenze e nozioni ci sono delle persone che per motivazioni diverse si trovano di fronte ai nostri figli.

Nella tua esperienza di studente e di genitore quale categoria di educatori hai incontrato più spesso?
Chi ha fatto la differenza, per te o per tuo figlio, nel bene e nel male?
Quanti invece, a distanza di qualche anno, non riesci nemmeno a ricordare?

Nella mia esperienza di genitore, di formatore e anche di alunno e studente ne ho conosciuti di 5 categorie.

attimo fuggente prof. keating - genitori coachI MAESTRI
Sono coloro che hanno desiderato insegnare fin dal momento in cui sono stati illuminati dall’esempio della maestra delle scuole elementari o di un professore delle medie.
Amano il loro lavoro e si impegnano a migliorare se stessi, aggiornandosi e tenendosi al passo con i tempi. Mettono al centro i loro allievi e la loro evoluzione. Spesso si scontrano con colleghi e con il sistema che secondo loro potrebbe essere migliorato. Ricordi il Professor Keating nella straordinaria interpretazione del grande Robin Williams ne L’Attimo Fuggente?

GLI INSEGNANTI
Concentrano le attenzioni maggiori sulle materie e sugli argomenti di studio.
Sono molto attenti al fatto che gli studenti imparino le nozioni dispensate e vivono il momento delle verifiche scritte e orali con una sorta di “religiosità”. Vorrebbero più ore per avere la possibilità insegnare di più e meglio la loro materia

I PROFESSORI  questa categoria è quella di coloro che esercitano il potere rappresentato da una Leadership di ruolo. Quelli che vorrebbero una pedana un po’ più alta in cui appoggiare la cattedra e che hanno una soddisfazione egoica nel valutare e giudicare gli allievi. Sono quelli che in ogni situazione si sentono in dovere di aggiungere perle di conoscenza o precisazioni linguistiche. Sono quelli che correggono in ogni situazione chi commette errori di grammatica e sintassi.  La simpatia e l’umanità non sono proprio i loro punti di forza.

GLI IMPIEGATI hanno vinto un concorso pubblico e il loro lavoro è quello di svolgere un programma, un’attività, aspettando con fantozziana attesa, il suono della campanella per tornare a casa o per andare a fare la spesa. Offrirebbero la stessa qualità professionale, se lavorassero in un altro ente pubblico, solo che hanno superato le selezioni del Ministero della Pubblica Istruzione.

I DELUSI inizialmente erano predisposti all’attività nello stesso modo in cui lo sono i Maestri e con il tempo sono diventati Impiegati o Professori. Vivono una sorta di impotenza a causa di uno scarso spessore personale. Il sogno infranto davanti all’impossibilità di farsi rispettare e comprendere da studenti e talvolta anche dagli stessi colleghi.

Queste cinque categorie hanno molte differenze fra di loro in termini di attenzione ai ragazzi e alle materie, hanno motivazioni diverse e avuto a loro volta riferimenti differenti.


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Una cosa però accomuna tutte le categorie.

Ognuno di loro fa del proprio meglio all’interno del sistema scolastico.

Un sistema vecchio e che fa “acqua da tutte le parti”.

Tempo fa avevo condiviso sul sito , l’intervista a John Taylor Gatto che spiegava come il sistema scolastico programmasse o meglio, creasse confusione e  togliesse potere all’individualità di ogni singolo alunno che  frequentasse le sue lezioni. Ti invito a leggerli nel caso non lo avessi fatto.

 Praticamente la totalità degli insegnanti è in buona fede rispetto alle conseguenze che possono generare certi comportamenti.

Personalmente non ho niente contro chi insegna.

Preferirei avere più Maestri e meno Impiegati e Professori.

Sarei felice che ci fossero dei test per valutare la solidità e la consistenza personale di chi avrà grande influenza sulla crescita dei nostri figli e vorrei che venissero fatte delle verifiche per valutare di anno in anno l’idoneità all’insegnamento.

Il livello delle aspettative dei genitori nei confronti della scuola, spesso viene deluso e, basta transitare fuori dai cancelli delle scuole o ascoltare certe conversazioni, soprattutto fra mamme, per sentire lamentele e accuse.

Avere aspettative o lamentarsi in maniera sterile e passiva non serve mai a molto se non ad aumentare la tensione e il disagio.
Va guardata la realtà della scuola italiana e accettato il fatto che ci sono tante cose da cambiare e migliorare.
Genitori e insegnanti dovrebbero essere uniti dal filo della verità e da quello del buonsenso.

Dovremmo avere  chiaro che la scuola è uno strumento di crescita e di evoluzione e non un luogo in cui si viene solo comandati e giudicati. Un luogo in cui un bambino entra a sei anni spensierato, pieno di sogni e di speranze e con il tempo impara la frustrazione, il dovere e la noia a cui si adatta o alla quale si ribella. Pronto per la vita quotidiana lavorativa e sociale che confermeranno che la scuola era solo un anticipo di quello che sarà il resto della vita.

Spesso i genitori si trovano davanti a domande e considerazioni da parte dei figli nei confronti della scuola totalmente leciti . Considerazioni sugli ambienti simili più a caserme ed ospedali che a luoghi in cui alberga la cultura e la conoscenza e l’evoluzione, piuttosto che all’incongruenza di certi insegnanti che in certi casi dimostrano approssimazione, impreparazione e anacronismo.

In questi casi i genitori commettono due errori clamorosi. Il primo è quello di prendere le parti della scuola e degli insegnanti anziché ascoltare, capire e impegnarsi a migliorare facendo ciò che è giusto senza aver paura di ritorsioni da parte del sistema. Oppure esattamente l’opposto. Insegnanti in totale buona fede, aggrediti da genitori che vorrebbero imporre le loro condizioni semplicemente per non far dispiacere il loro “piccino”.

Finchè la scuola sarà semplicemente un luogo atto allo svolgimento di un programma approvato dal Ministero su cui valutare gli alunni avremo perso una grande opportunità.

In alcune scuole private esistono già ambienti più a misura di ragazzo o di bambino, senza cattedre e banchi con insegnanti preparati non all’insegnamento ma focalizzati sul fatto che i ragazzi crescano e apprendano.  Insegnanti che sanno comunicare, motivare e stimolare gli allievi e non solo spiegare, dare compiti e valutare.

Purtroppo queste scuole non sono presenti ovunque e in molti casi hanno costi non sostenibili da tutti e chi paga le tasse con i frutti del proprio lavoro avrebbe diritto ad aver in cambio qualcosa di meglio.

Una scuola pubblica migliore è sicuramente possibile, anche se non penso che lo sarà a brevissimo. Spero di sbagliarmi e spero che tutta la burocrazia e i processi inutili spariscano in breve per essere sostituiti da sistemi che permettano ai nostri figli di esprimere i loro talenti, di fare sport e di sviluppare la loro personalità.

Ti ringrazio per aver letto fino in fondo questo articolo e mi piacerebbe sapere cosa ne pensi in proposito, soprattutto se sei un insegnante.

Ricordati di essere felice a prescindere e, come genitore di
pensare alla realizzazione personale, sociale e spirituale di tuo figlio.

Ricordati di essere il suo Coach!

Partendo da noi possiamo cambiare le cose in maniera definitiva e i nostri figli potranno seguirci ed essere d’esempio con chi metteranno al mondo a loro volta.

Genereremo così un mondo migliore, basato sul rispetto reciproco e sull’evoluzione. 

Immagina per un attimo un mondo fatto di genitori che fanno crescere i figli nella pace e nella gioia, contribuendo attivamente alla loro evoluzione. Probabilmente quel mondo partorirebbe insegnanti, medici, imprenditori e politici più orientati nella stessa direzione.

Un abbraccio e un sorriso!

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